30 ott 2007

Bambina indiana uccisa dalla madre perchè voleva una bicicletta per andare a scuola


Ascolto spesso Pianeta dimenticato la mattina, ma stamattina non sono riuscito a restare indifferente quando ho sentito la seconda notizia:

L'emergenza umanitaria alla frontiera fra Chad e Sudan

La scuola negata alle bambine indiane

Cesar Brie e il teatro latino americano de Los Andes


In Chad lungo il confine con il Sudan ai profughi che scappano dal genocidio in corso nel Darfur si aggiunge l'esodo delle popolazioni locali, in fuga dai propri villaggi a causa di lotte tribali, attacchi di gruppi armati o delle scorribande dei ribelli tra i due Paesi africani.
Maddalena Santucci

In India nasce ogni anno circa il 19% dei bimbi del mondo. Ma al record della natalità si accompagna il tragico primato delle violenze contro i minori e in particolare contro le bambine.
da Nuova Delhi, Nello Del Gatto

Attore e regista teatrale argentino, Cesar Brie sta lavorando su una ricerca della memoria andina, ricollegandosi ai miti della Cordigliera.
da Buenos Aires, Alver Metalli


Ad una bambina indiana piace molto andare a scuola, però la scuola più vicina è a 4 km.
Chiede alla mamma insistentemente una bicicletta per poter andare a scuola.

L'ultima volta che lo chiede, al rifiuto della madre (non uso aggettivi per descriverla), si mette a piangere disperata e questa la colpisce con un corpo contundente preso dalla cucina e le fa perdere i sensi.
Questa donna allora inscena un suicidio legandola con una corda al collo a uno dei travi in cucina.
La messa in scena ovviamente dura poco e la polizia sta ancora svolgendo le analisi perchè non sa se la morte sia sopraggiunta per le percosse o per soffocamento.

Sapete la cosa più triste qual'è? In India esiste una legge per cui il governo regala una bici ai bimbi che la vogliono usare per andare a scuola ma al villaggio della piccola nessuno la conosceva...

Il podcast è scaricabile qui

29 ott 2007

Elogio della "Lentezza"


Partendo da un focus di Famiglia Cristiana "Viva la vita semplice" mi sono reso conto che alcune mie sensazioni si stanno già strutturando anche nella società.

Troppa fretta, troppe ansie, troppa tecnologia: la nostra esistenza è diventata una folle corsa. Partita negli Usa con il nome di Slow Living, "Vivere con lentezza", la tendenza a rallentare è approdata anche da noi. Per fortuna.

Vivere lentamente è un modo diverso di confrontarsi con la vita, cercando di meditare di più le azioni che svolgiamo ogni giorno diventando i "conduttori" della vita non i "condotti".

Sono un informatico ed effettivamente a volte mi viene da pensare se, per esempio, tutti gli strumenti tecnologici -es. 3 cellulari- sono solo mezzi o spesso diventano un fine.

Questo modo di pensare si sta allargando sempre più quindi non solo tra chi è sempre stato più contemplativo come poeti o artisti, ma anche tra chi, avvocato, economista, informatico(!) notoriamente "corre"!

L'articolo è interessante e contiene numerosi spunti per ulteriori approfondimenti come per esempio il riferimento al libro "Ozio Creativo" (per l'indice ed un estratto vedere qui). Un altro libro citato è "Le leggi della semplicità" scritto non da un filosofo a la Gibran, ma da uno scienziato del MIT: Maeda John :D

Volevo chiudere quindi con questa citazione che ho trovato sulla porta della Chiesa domenica, perchè il buon Don Mario ha ritenuto di pubblicizzarla il più possibile :D

Desiderata

Procedi con calma tra il frastuono e la fretta, e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio.

Per quanto puoi, senza cedimenti, mantieniti in buoni rapporti con tutti.

Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza e ascolta gli altri: pur se noiosi e incolti, hanno anch'essi una loro storia.

Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito.

Se insisti nel confrontarti con gli altri, rischi di diventare borioso e amaro, perché sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te.

Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti.

Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile: essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo.

Usa prudenza nei tuoi affari, perché il mondo è pieno d'inganno.
Ma questo non ti renda cieco a quanto c'è di virtù: molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo.

Sii te stesso.

Soprattutto non fingere negli affetti.

Non ostentare cinismo verso l'amore, perché, pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità, esso resta perenne come il sempreverde.

Accetta docile la saggezza dell'età, lasciando con serenità le cose della giovinezza.

Coltiva la forza d'animo, per difenderti nelle calamità improvvise.

Ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono da stanchezza e solitudine.

Al di là d'una sana disciplina, sii tollerante con te stesso.

Tu sei figlio dell'universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai il pieno diritto di esistere.

E, convinto o non convinto che tu ne sia, non v'è dubbio che l'universo si stia evolvendo a dovere.

Perciò sta in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui.

E quali che siano i tuoi affanni e aspirazioni, nella chiassosa confusione dell'esistenza, mantieniti in pace con il tuo spirito.

Nonostante i suoi inganni, travagli e sogni infranti, questo è pur sempre un mondo meraviglioso.

Sii prudente.

Sforzati d'essere felice

26 ott 2007

Buon venerdì pomeriggio - 26/10/2007


Bold Move Pays Off
Inserito originariamente da 4durt
Per chiudere la settimana lavorativa -per chi la chiude il venerdì- un'immagine veramente carina :D

Byez

Bene ragazzi, state molto attenti, ora vi spiegherò la teoria dell'evoluzione. Vi voglio premettere che per me questa teoria è una stronzata pazzesca, ma mi è stato detto di insegnarvela comunque. È stata elaborata da Charles Darwin e fa più o meno così: all'inizio eravamo tutti quanti dei pesci, ok? e nuotavamo nell'acqua, poi un bel giorno una coppia di pesci ebbe un figlio ritardato. Questo aveva caratteristiche diverse da tutti gli altri pesci, dopo un po' di tempo, questo fa altri figli anche loro tutti ritardati. Un bel giorno uno di questi ritardati decide di uscire dall'oceano con le sue "pinne-pesci mutanti". Poi si inchiappetta uno scoiattolo o roba simile e ne viene fuori questo qui, una rana-scoiattolo ritardata e il loro figlio, ritardato anche lui, è questo, una scimmia-pesce-scoiattolo. Poi succede che questa scimmia-pesce-scoiattolo si inchiappetta una scimmia e questa scimmia altre scimmie ritardate che si inchiappettano altre scimmie fino ad arrivare a voi. Questo è quanto, voi siete il risultato di una serie di inchiappettamenti tra scimmie e pesci-scoiattolo, congratulazioni.
Signora Garrison di South Park

23 ott 2007

Niba Zelig 2007

Tra le rivelazioni di Zelig 2007 - anche se è una vecchia conoscenza di Zelig OFF - c'è sicuramente Niba che riesce ad unire pezzi di storia della TV in un mix travolgente.
Veramente complimenti!



Nell'ultima puntata poi il mix coinvolgeva audio tratti da film, cartoni a me particolarmente cari: Matrix, Daitarn 3 (2), L'incantevole Creamy, Karate Kid, Ken Shiro... straordinario!

E' arrivato il libro dei Fincipit!


Cos'è un fincipit? Impossibile non saperlo

BOL:
Il fincipit è un gioco semplice e meravigliosamente divertente. Si prende l'incipit di un'opera famosa, sia essa un romanzo, una poesia o una canzone. E proprio nel bel mezzo della sua solennità, si inserisce una frase, un verso, un colpo di frusta comico che la porta inesorabilmente verso una conclusione brusca ed esilarante. Per capirsi meglio, il fincipit del "Moby Dick" di Melville è: "Chiamatemi Ismaele, /che io non c'ho campo". Quello della "Pioggia nel pineto" di D'Annunzio: "Taci. / Ti puzza l'alito". E passando alle canzoni si può spaziare da "Alice guarda i gatti / e i gatti: - Be'?!", a "Maramao perché sei morto? /- Cirrosi", fino a "Ecco, la musica è finita /gli amici se ne vanno /e adesso /chi li lava tutti quei cazzo di bicchieri?" La parola 'fincipit' nasce dall'unione di 'fine' e 'incipit' o se preferite come contrazione di 'finto incipit'. E il gioco che tutti gli studenti hanno fatto almeno una volta, e che grazie alla creatività diffusa di Internet e a un blog di grande successo si è moltiplicato fino a diventare un fenomeno di massa. Forse perché, oltre a far ridere a crepapelle, è anche uno strumento di vendetta verso quegli autori e quelle opere un po' troppo ingombranti. Forse perché con il fincipit si può finalmente dar fuoco a quello che si illumina di immenso, arrestare le prostitute di via del Campo, far scivolare il passero solitario da in su la vetta della torre antica.


Byez